Come preparare un ambiente di sviluppo PHP completo su Windows 10 (WSL2 + Docker + Devilbox + XDebug) - Step 1

Come sviluppiamo i progetti digitali in Masiorama? Oggi condividiamo con voi il primo step del tutorial multi-articolo che abbiamo preparato per permettervi di replicare sul vostro PC il nostro stesso ambiente di sviluppo su Windows 10.
di
Marco Masi

Configurare sul proprio PC un ambiente di sviluppo completo e flessibile

Ecco a voi il primo step del nostro tutorial su come replicare il nostro ambiente di sviluppo.

Windows Terminal Logo 256x256 min
Terminal per Windows.

Come già anticipato dal precedente articolo introduttivo (che vi invito a leggere se ve lo siete perso), oggi pubblichiamo il primo vero e proprio step del nostro tutorial su come preparare Windows 10 per farlo diventare un ambiente di sviluppo PHP flessibile e professionale.

Prima di cominciare, qualora qualcuno se lo stesse chiedendo, scrivo una breve considerazione: quanto scritto in questo articolo (e nei successivi), è totalmente basato sulla mia personale esperienza costruita in anni di lavoro come sviluppatore web, quindi va tenuto a mente che questa guida non si prefigge in alcun modo di essere né l'unica né tantomeno la migliore soluzione adottabile per raggiungere l'obiettivo. Eventuali dubbi, considerazioni e domande sono benaccette, nella sezione commenti in fondo alla pagina.

1. Installare Terminal for Windows

Perché lavorare da "riga di comando"?

Power Shell 5 0 icon
Powershell per Windows.

Presto detto: lavorare in shell, in certi ambiti, è estremamente comodo ed infinitamente più performante che tramite IDE (Ambiente di Sviluppo Integrato, che dir si voglia).

Windows dispone nativamente di una manciata di shell (esatto, ce n'è più di una predefinita all'atto dell'installazione di Windows) e, negli ultimi anni, io stesso ho usato quotidianamente PowerShell in alternativa a Windows Console per alcune specifiche attività di gestione del flusso di lavoro (come ad esempio eseguire script di compilazione, code bundling, code transpiling, ecc...) direttamente da riga di comando.

Nell'ultimo paio di anni però in Microsoft hanno deciso di rilasciare un nuovo strumento: Terminal.

Terminal ha il pregio, tra le altre cose, di aver centralizzato l'uso delle shell in Windows. È infatti possibile, tramite una sola interfaccia, richiamare e gestire tutte le diverse tipologie di shell installate sul sistema operativo, come potete vedere nell'immagine sottostante.

Terminal screen
Terminal per Windows. Da notare il menu contestuale dove è possibile richiamare qualunque tipo di shell disponibile sul sistema operativo.

Tra le varie opzioni della dropdown immortalate nell'immagine soprastante avrete sicuramente notato anche un pinguino con la scritta Ubuntu-20.04... ci arriveremo tra non molto, al completamento del prossimo step (che verrà pubblicato settimana prossima) e, sì, è da qui che accederemo a Linux (più precisamente alla shell di Linux), una volta che tutto sarà configurato a dovere.

Installare Terminal per Windows è estremamente facile, e non richiede alcun tipo di competenza informatica che vada oltre al normale uso che si fa del nostro PC.

Il mio suggerimento è di servirsi della documentazione ufficiale che spiega con dovizia di dettagli come installare Terminal per Windows tramite Microsoft Store, per poi avviare il programma una volta installato per sperimentarne brevemente l'interfaccia.

Tipicamente, se non avete installato shell alternative sul vostro sistema operativo in precedenza, cliccando sul sistema a tab (similmente a quanto facciamo utilizzando i web browser moderni che ben conosciamo) le uniche opzioni disponibili saranno:

  • Windows PowerShell,
  • Prompt dei comandi,
  • Azure Cloud Shell.

Come accennato precedentemente, a noi interessa che sia disponibile una quarta opzione da poter selezionare, ed è quello che faremo nel prossimo step del tutorial.

Che siate utilizzatori di PowerShell da anni o completi novelli nell'uso delle interfacce a riga di comando, suggerisco di approfittare e prendere confidenza con questo strumento, perché ne faremo un uso intensivo già dal prossimo step e diventerà il punto di partenza per tutti i progetti di sviluppo che vorremo realizzare.

Tra una settimana pubblicheremo la prossima parte della guida, rimanete sintonizzati e per qualunque informazione scrivete nella sezione commenti sottostante.

Con oggi è tutto, alla prossima!

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