Immagine e Video: un nuovo modo di fare Arte

Parliamo di Video e Tecnologia nella contemporaneità, e come i nuovi strumenti hanno influenzato il nostro rapporto con l’immagine e il mondo.
di
Davide Mandalà

Un nuovo modo di fare arte

Social, smartphone e internet: cosa sta succedendo al videomaking.

Parlando con i miei colleghi in Masiorama, spesso ragionando con sguardi distinti grazie alle nostre diverse competenze (Marco e Lorenzo si occupano di sviluppo e di codice, mentre il mio spettro professionale è maggiormente incentrato sulle arti visive, dalla fotografie al video), abbiamo in svariate occasioni dialogato a proposito delle nuove tecnologie e delle enormi possibilità che ad oggi permettono a chiunque di fornire la propria visione del mondo.

Internet e i media - Masiorama Digital Creations
L'impatto quotidiano dei media digitali.

Proprio in virtù di queste nostre discussioni, i ragazzi, molto interessati all’argomento, mi hanno spronato (costretto) a scrivere un articolo (o più di uno se susciterà qualche interesse, e dipenderà da voi che leggete e che SICURAMENTE scriverete nei commenti a fondo pagina) che parla proprio delle nuove tecnologie e di come esse abbiano dato voce a chi prima era estromesso per cause di forza maggiore (in primis i costi) dalle occasioni espressive e professionali. Tali tecnologie hanno oggi permesso di inventare nuovi metodi di fruizione e di lettura staccandosi dal canonico, arrivando addirittura a sperimentare una nuova professionalità.

Senza perderci in ulteriori preamboli, ragioniamo insieme su questa nuova era del digitale.

L’immagine nuova

Una seconda rivoluzione digitale.

Per razionalizzare il mio pensiero ho prima di tutto messo in lista alcuni punti fermi:

  • Il mondo del videomaking e della fotografia è radicalmente cambiato negli ultimi anni,
  • Gli smartphone sembrano aver spostato la percezione di quello che è la professionalità in questo ambito,
  • Tutti possono fare foto, tutti possono fare video,
  • La nuova figura di consumatore non si limita a consumare le immagini ma le crea;

Partendo da questi assunti, è interessante ricercare nella modernità gli effetti di questa seconda rivoluzione digitale, perché rivoluzione è a tutti gli effetti.
Lo strumento che teniamo ogni giorno in mano è infatti diventato produttore d’arte e ci si è accorti dell'impatto di questa rivoluzione che ha cambiato per sempre il nostro rapporto con le immagini.

Instagram on phone - Masiorama Digital Creations
Il social più utilizzato per la produzione e condivisione di immagini: Instagram.

La percezione che si ha in generale, per chi non è addetto ai lavori, è che si traduca tutto in scarsa qualità e una crisi di professionalità: ragazzini che fanno finta di essere videomaker o fotografi si crede non possano portare qualità nel panorama.

Dal mio punto di vista ciò non è matematico, poiché questa nuova immagine di creatore di arte non ha in sé l’intenzione di sostituire la figura tradizionale del professionista, ed è in realtà interessante ricercare i modi in cui essa si manifesta e come si sia instaurato un rapporto di reciproca influenza tra il mondo della tecnologia e l’immagine stessa.

"E sapete, improvvisamente, un giorno, una ragazzina robusta in Ohio sarà il nuovo Mozart e farà un film bellissimo con la piccola camera di suo padre. E per una volta, la cosiddetta professionalità sarà distrutta, per sempre. E da lì nascerà una nuova forma d’arte."

Con questa frase Francis Ford Coppola, regista della trilogia de Il padrino cerca di “ferire” la cosiddetta professionalità, a favore della diffusione di uno sguardo nuovo sul mondo e sul nostro tempo. Un tempo in cui anche una giovane ragazza qualsiasi può diventare una voce di rilievo nel panorama semplicemente accendendo il suo smartphone.

Il percorso dell’Immagine

Parliamo un po’ di storia dell’immagine digitale.

Negli anni Settanta la cosiddetta rivoluzione digitale è stata caratterizzata da eventi epocali: il passaggio dal numero stimato di 5000 personal computer del 1978 ai 5 milioni del 1982, dalla memorizzazione analogica dei primi videodischi a quella digitale dei CD-ROM, dalla capillare diffusione delle console per videogiochi e dal passaggio dalla fotografia analogica alla fotografia digitale.

Il nuovo millennio ha inaugurato una nuova rivoluzione: una rivoluzione dello sguardo.

Con lo sviluppo tecnologico e la conseguente diffusione di nuove tecnologie di visione (gli smartphone soprattutto) sono le immagini a giungere a noi, saturando il nostro mondo.

È come se ci trovassimo ad usare un ombrello al contrario, raccogliendo tutta l’acqua/immagine che il mondo, incessantemente, fa piombare su di noi. Dall’inizio del ventunesimo secolo si è verificato un incremento dell’uso dell’immagine digitale, dal cinema al video-making in generale, che ha aumentato le possibilità creative assottigliando (non eliminando) le gigantesche differenze in termini di qualità tra le pellicole cinematografiche e i film indipendenti a basso budget, e ha consentito una maggiore libertà e velocità del processo creativo.

Shot on iPhone, Damien Chazelle - Masiorama Digital Creations
Frame da "Shot on iPhone" di Damien Chazelle.

È interessante notare come sia cambiato il nostro rapporto con le immagini e il nostro ruolo in relazione a esse. Ci basta volgere lo sguardo indietro di un paio di decenni per notare come fossimo noi a dover necessariamente cercare le immagini per poterne fruire. Se qualche decennio fa dovevamo, necessariamente, recarci al cinema per assaporare un flusso di immagini in movimento, adesso le scorriamo noi stessi, costantemente, attraverso lo smartphone

Non abbiamo mai visto tante immagini come le vediamo adesso.

Non ci limitiamo, però, a guardare le immagini: le blocchiamo, le tocchiamo, le zoomiamo con le dita, le ritocchiamo, le condividiamo e le eliminiamo. In questo senso il nostro ruolo è mutato: un ruolo che risulta passivo nel momento in cui “subisce” questo flusso di immagini e attivo nella nostra capacità di agire sul flusso stesso.

Panorami verticali e Rivoluzione dello sguardo

Negli ultimi quindici anni l’assedio mediale della telefonia mobile ha, con i suoi schermi, abituato l’uomo ad una consuetudine di sguardo verticale.

Frame del film Mommy, di X. Dolan
Un frame del film Mommy, di X. Dolan, in cui il protagonista trasforma a forza il formato dell’immagine, abbattendo le barriere del formato disobbedendo a un canone prestabilito.
Frame dal videoclip Feel Good
Frame dal videoclip Feel Good - interamente girato in verticale.

La quotidianità di ciascuno di noi è fatta di un telefono sempre a portata di mano (tenuto in posizione verticale) per scattare selfie, girare reel, fare riprese estemporanee di momenti fugaci, registrazioni private. È come se il telefono stesso fosse diventato un occhio, il nostro occhio in grado di portare con sé, a galla, la necessità dello sguardo verticale; un modo di vedere che si muove dall’alto verso il basso e non più, come si è soliti, da sinistra verso destra.

In prima linea nell'espansione dei media digitali c'è stato un aumento dei contenuti generati dagli utenti (user-created), supportato da piattaforme Internet di esposizione e distribuzione. Siti come YouTube consentono una partecipazione di massa nell’ambito della comunicazione audiovisiva mai vista prima. In questo profondo mutamento l’immagine verticale generata dallo smartphone ha un ruolo fondamentale.

Se calcolassimo una media di immagini visualizzate in un giorno, il 70% sarebbero immagini verticali su piattaforme di scorrimento verticale. Il cinema o il museo (pinacoteca di immagini tradizionali), non sono più luoghi principali di diffusione delle immagini, mentre lo diventa lo strumento nelle nostre mani.

La propagazione della verticalità ha portato alla nascita di un nuovo genere cinematografico, il Nuovo Cinema Verticale (terminologia per gli addetti ai lavori) il cui impatto si è tradotto nella nascita di festival di cinema internazionali come il Vertical Film Festival o il VerticalMovie: si tratta di veri e propri festival, in ambientazioni diverse dal cinema tradizionale, con schermi verticali che sembrano a tutti gli effetti dei giganteschi smartphone.

Vertical Film Festival - Chiesa Katoomba (Australia)
La chiesa più antica di Katoomba (Australia) ospita il Vertical Film Festival.

Una nuova casa per le immagini

Così come la rivoluzione dell’immagine è stata possibile grazie alle innovazioni tecnologiche, così la tecnologia stessa viene plasmata da nuovi canoni di visione.

Samsung The Sero Smart TV
Samsung The Sero, Smart TV 4K capace di ruotare per fruire i contenuti in orizzontale e in verticale.

Tutto questo fermento e queste nuove linee di pensiero stanno anche spingendo i produttori di tecnologia a capire il fenomeno e agire di conseguenza.

Non è un caso quindi che Samsung, una delle aziende che investe maggiormente in tecnologia, abbia messo in commercio un nuovo modello di televisore, The Sero, capace di ruotare sul proprio asse e trasformarsi in uno schermo verticale, simile a quello dei nostri smartphone. Questi televisori consentono la trasmissione diretta, quasi naturale, dello schermo del proprio cellulare sullo schermo della TV.

La teoria che sottende questa nuova invenzione tecnologica è quanto mai geniale e rivoluzionaria. Siamo abituati a pensare allo smartphone, alla televisione e al cinema come spazi separati, con funzioni diverse, mentre siamo già alle porte di una convergenza mediale e strumentale rivoluzionaria.

Forse, un giorno, lo schermo cinematografico abbandonerà la sua natura materiale di tessuto, di telo per diventare uno schermo non dissimile da quello di un cellulare o di una televisione.

Forse siamo alle porte di una nuova era in cui attraverso un leggero tocco su uno schermo qualsiasi, saremo in grado di cambiare la realtà intorno a noi, maneggiandola e innovandola a nostro piacimento.

Con uno sguardo delle dita.

-

Vi è piaciuto l’articolo? Siete d’accordo con la mia visione? Qual è il vostro rapporto quotidiano con le immagini e con le nuove tecnologie? E se siete dei filmmaker o dei fotografi, cosa pensate di questa nuova professionalità?
Scrivete cosa ne pensate nei commenti e condividete l’articolo se vi è piaciuto!

Commenti

Scrivi un commento e condividi il tuo pensiero con noi!